Challenge accepted

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Buongiorno amanti dei libri!

Spero che il titolo sia abbastanza click baiting da farvi interessare a quello che scriverò.

Come preannunciato nell’articolo di ieri, nel 2020 parteciperò a una challenge libresca molto interessante, ma soprattutto importante.

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Si tratta – come potrete intuire dall’immagine in evidenaa – della 2020 Diversity Reading Challenge, proposta dal blog Celebrity Readers.

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Non posso non condividere le parole del probabile candidato alle presidenziali USA dell’anno prossimo, Bernie Sanders: le diversità sono la nostra più grande forza. E queste challenge le abbraccia tutte.

Vi chiederete come funzioni questa reading challenge: è molto semplice.

Per ogni mese dell’anno è stato stabilito uno (o più temi) che caratterizzeranno le letture di quel periodo. Ciascuno di essi è molto interessante, ma non è necessario trovare uno o più titoli che corrispondano alla richiesta. Si può scegliere quali e quante challenges affrontare che corrisponderanno a un determinato livello.

(Non preoccupatevi, alla fine dell’articolo lascerò il link del sito in modo che possiate leggere cosa prevede questa reading challenge: è in inglese, ma è stato reso tutto comprensibile)

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Le categorie sono tutte molto interessanti e vorrei parteciparvi ogni mese: e infatti, ho già stilato una probabile lista dei titoli. Spero solo che con il nuovo lavoro, riesca a partecipare a tutte e allo stesso tempo leggere la medesima quantità di libri del 2019 (72!!!)

Sicuramente la challenge che affronterò sara quella per i mesi di giugno e luglio dedicati al Pride, ma tutte le altre presentano degli aspetti profondi per cui mi sarà difficile rinunciare a parteciparvi.

I temi affrontati non riguardano solo la comunità LGBTQIA+, ma anche la comunità africana e afroamericana, le culture asiatiche (con cui intendo tutte le culture appartenenti ai singoli paesi che compongono il continente) e ispaniche e latine, la malattia mentale e la disabilità in ogni sua forma, ma anche la gender equality.

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Tengo molto a questo articolo e a questa reading challenge in particolare perché può essere un veicolo importantissimo per diffondere il messaggio che Bernie Sanders espone nella gif che ho messo più sopra. Soprattutto nel 2020, per dimenticare cosa è stato il 2019 non solo in Italia, ma nel resto del mondo. Non è retorica vuota o da radical chic dire che le diversità ci rendono più forti, empatici e ben disposti verso il prossimo. Non mi sembra che cercare di eliminare queste differenze abbia portato, nel secolo scorso, a degli ottimi risultati. Aprire la mente a culture e persone nuove non fa bene solo alla società, ma anche a noi stessi: permettere al cervello il continuo confronto con il nuovo e il diverso e quindi di rimanere sempre attivo e fa sì che la nostra anima non diventi di pietra.

Questa challenge la suggerisco in particolar modo a chi, dopo la vittoria di Mahmood a Sanremo 2019, ha blaterato sulla sua effettiva cittadinanza italiana e ha avuto a che dire sulla sua vittoria, pur sapendo a malapena suonare “Fra Martino campanaro” con il flauto.

Tornando al tema libresco e della challenge, come dicevo, sono diverse le challenge che mi attirano particolarmente, tra cui quelle di Gennaio, Febbraio e Marzo. La prima propone tre temi tra cui scegliere: cultura, mitologia o folklore inclusivi, un re-telling inclusivo e un’ambientazione non occidentale. Per questo mese, ho scelto “Binti” di Nnedi Okorafor, edito da Mondadori nella collana “Oscar Fantastica” con un prezzo di copertina di 17€. Come si evince dal nome della collana di cui fa parte, si tratta di un fantasy con una protagonista africana che deve affrontare un viaggio per andare a frequentare una scuola molto speciale. Non aggiungo altro, altrimenti allarme spoiler.

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Febbraio è il mese della storia dei neri: in questo caso si può spaziare e quindi leggere romanzi (o graphic novel) che fanno parte della cultura africana o afroamericana. Io sono indecisa tra due titoli: “The hate U give. Il coraggio della verità” di Angie Thomas, edito da Giunti nella collana “Waves” con un prezzo di copertina di 14 e “Acquadolce” di Akwaeke Emezi, edito dal Saggiatore nella collana “La cultura” con un prezzo di copertina di 22€. Il primo libro penso sia già noto e il titolo penso sia evocativo della trama: la violenza della polizia nei confronti degli afroamericani che negli ultimi anni si è rinfocolata fino a dare vita al movimento “Black lives matter”. Il secondo libro invece tratta la storia di una ragazza a metà tra la Nigeria, il suo paese natale, e gli Stati Uniti, dove la protagonista si è recata per studiare. Pur essendo lontana dal suo paese, le tradizioni e gli spiriti rimangono con lei. Mi zittisco perché oltre a saperne ben poco, vi esorto a dare una lettura all’estratto.

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Il mese di Marzo è molto interessante: e infatti, sono molto indecisa se accettare entrambe le challenges. La prima riguarda le ownvoices, ovvero storie scritte da persone che hanno vissuto discriminazioni oppure rappresentano la categoria a cui appartengono. La seconda propone di leggere romanzi scritti da autrici donne che appartengono a generi tipicamente dominati dagli uomini.

E in questo caso ho ben tre titoli tra cui scegliere. Il primo è “Nato fuori legge. Storia di un’infanzia sudafricana” di Trevor Noah, edito da Ponte alla grazie con un prezzo di copertina di 18€.

Sì, il conduttore del “The daily show” è sudafricano e ha vissuto l’apartheid. Se prima avevo per lui una crush perché mi piacciono gli uomini che mi fanno ridere, la suddetta crush è aumentata sapendo cosa ha passato e come è riuscito a costruirsi una carriera.

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Gli altri due libri si collegano alla seconda challenge: ovvero romanzi scritti da autrici donne e che appartengono a un genere tipicamente dominato dagli uomini. Il primo titolo a cui ho pensato è “Frankestein” di Mary Shelley: il genere horror è dominato principalmente da uomini e lei già nel XIX secolo ha fatto vedere a tutti di cosa è capace una donna. L’edizione che ho recuperato è un gioiellino: si tratta dell’edizione integrale del romanzo senza censure pubblicato nel 1818. Neri Pozza ci ha fatto questa graditissima sorpresa e non ho potuto non acquistarla: se dovessi optare per questo titolo, sarebbe una rilettura dei più bei romanzi che abbia letto. Ed è strano che lo dica una come me abituata a Jane Austen.

Il secondo titolo sarebbe “L’apprendista assassino” di Robin Hobb, primo capitolo della trilogia fantasy dei Lungavista. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’autrice che ha saputo crearsi il suo angolo nel mondo del fantasy, in particolare del genere epic fantasy, di solito dominato dai portatori di cromosomi XY. In Italia la saga è stata pubblicata da Fanucci: auguri a voi se trovate delle copie in circolazione. Io ho recuperato (per farmi un’idea dello stile della Hobb) il primo capitolo della saga in biblioteca.

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Per ora sono queste le challenges che mi attirano di più e che quasi sicuramente affronterò, dato che sono le prime del 2020. Spero però anche di poter leggere libri che appartengono anche alle altre.

Rinnovo quindi il mio invito a leggere l’intero articolo che vi linkerò – insieme agli estratti su Amazon dei vari libri citati – e scegliere almeno una delle challenges proposte. Vi garantisco che uscire dalla vostra comfort zone che sia libresca o meno vi farà solo che del bene.

Sperando che questo articolo vi sia piaciuta e che la reading challenge vi abbia interessato, vi aspetto al prossimo articolo.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Articolo originale della reading challenge

Estratto di “Binti”

Estratto di “The hate U give. Il coraggio della verità”

Estratto di “Acquadolce

Estratto di “Nato fuori legge. Storia di un’infanzia sudafricana”

Estratto di “Frankenstein 1818. Edizione integrale”

Estratto di “L’apprendista assassino”

Pubblicato da BecomingaReader

Adoro leggere da sempre, da quando gli unici libri che avevo erano quelli del Battello a Vapore fino ad ora, tra fiction, saggi, graphic novel.

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