Parliamo di J.K. Rowling…

Buongiorno amanti dei libri!

Come vi avevo promesso, in questa ultima parte dell’anno non arriveranno recensioni, bensì articoli per fare un bilancio della decade che sta per finire o per proporre Challenges (qui l’articolo di ieri).

Oggi vi porto una riflessione che, come potete intuire dal titolo, riguarda J.K. Rowling, la mamma-autrice della saga di Harry Potter.

Da qualche giorno a questa parte (anche se adesso la cosa è passata in secondo piano a causa dell’information overload dei media) l’autrice di una delle saghe fantasy più note e famose è finita sulla bocca di tutti a causa di un tweet non proprio edificante.

Articolo in inglese sul caso JK

Articolo in italiano sul caso JK

Vi ho messo qui sopra due link per approfondire il caso: quello in inglese secondo me è più profondo e indaga sulle conseguenze del tweet, quello in italiano si limita a riportare il fatto.

In poche parole, la Rowling ha scritto un tweet in cui difende una donna che è stata licenziata per aver fatto un commento transfobico. Oltre a prendere le sue difese, la scrittrice britannica, ha scritto quanto segue

Il riassunto è che ognuno è libero di dormire con chi vuole, farsi chiamare in tutti i modi possibili, vestirsi come si vuole, ma licenziare una donna che ha sostenuto (coff coff, insultato, coff coff) che il sesso biologico non si può cambiare è ingiusto.

Il caso è scoppiato, ma molti membri della comunità Trans sostengono che è da diverso tempo che JK Rowling fosse transfobica, in quanto negli ultimi due anni ha messo “mi piace” a diversi tweet contro le persone transessuali.

Io ammetto nella mia ignoranza che non sapevo nulla in quanto non ho un profilo Twitter (e non ci tengo ad averne uno personale, per il lavoro è un altro conto). Perciò sono rimasta veramente basita nell’apprendere questa notizia.

(e qui apro una parentesi: non è perché se una persona – prendo in causa i cisgender, visto che un famoso YouTuber l’ha fatto per prendere in giro, tanto da sfiorare l’insulto – non ha Twitter, automaticamente è un idiota dalla Pikachu surprised face. In Italia, Twitter è la sesta applicazione per utilizzo, facendo le proporzioni, oltre ai politici, è usata da una piccola parte della popolazione – nello specifico 2.35 milioni. In Italia siamo in 60 milioni: qui un articolo che spiega in modo chiaro l’uso dei social in Italia  – Quindi, prima di insultare la gente per non usare un social, facciamo un po’ di cultura).

Ma veniamo a quello che io penso della vicenda.

Riassumiamola con queste gif.

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Dopo essermi informata sulla situazione, dentro di me è cominciata una riflessione profonda. Perché sì, io sono una persona che molto difficilmente riesce a slegare l’artista dalla persona, soprattutto quando questa sia nella sua opera che nella vita reale, sostiene determinati valori. A ciò si aggiunge che sono una grandissima alleata della comunità LGBT da diversi anni.

JK Rowling ha avvicinato un’intera generazione di giovani (pressapoco quella della mie età, nata e cresciuta tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90) alla lettura. Lettura di un genere che prima era solo per gli adulti: in più nella saga di Harry Potter vengono espressi valori importanti come l’amicizia, la fedeltà, il coraggio e così via. Inoltre, seppur non in modo esplicito (cioè con parole scritte, visto che si tratta di un libro) si fa riferimento anche all’omosessualità. A ciò si aggiunge l’elaborazione del lutto da parte di diversi personaggi della saga.

Quindi il mio essere basita e delusa dal tweet di JK Rowling non è tanto dovuto all’aver reso palese la tua transfobia, quanto al fatto che una scrittrice, che più di vent’anni fa ha dato vita a tutto ciò, discrimini in questo modo delle persone che soffrono di disforia di genere e che molto spesso vengono cacciat* dalle loro famiglie perché non vengono compresi e non vengono sostenuti nell’eventuale percorso di transizione.

Come è possibile pensare una cosa del genere, quando come sostiene nel suo tweet le vanno bene gli omosessuali e le drag queen, ma non le persone transessuali? Ma soprattutto come è possibile concepire un odio del genere quando nei suoi libri sostiene valori inclusivi?

Io faccio fatica a dividere la Rowling scrittrice e la Rowling persona perché con la sua opera le ha fuse insieme e ormai sono inscindibili. Quando si mettono nero su bianco certi valori e si sostengono anche nella vita reale, è normale che la gente rimanga basita quando si manifesta il contrario di tutto ciò che si è sostenuto.

Detto questo, per me la saga di Harry Potter rimarrà nel cuore dal primo giorno che l’ho vista nella libreria tipicamente inglese di una delle mie amiche delle elementari. Harry Potter è la saga che mi ha spronato alla lettura e sempre così rimarrà. E se avrò dei figli, anche a loro farò leggere questa meravigliosa storia, perché nonostante quello che sostiene JK Rowling, al suo interno ci sono lezioni che rimarranno per sempre.

Scusate il pippone filosofico, ma era da diverso tempo che avevo questi pensieri per la testa e sentivo la necessità di metterli per iscritto.

Sperando di avervi fatto riflettere con questo articolo, vi aspetto al prossimo.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Pubblicato da BecomingaReader

Adoro leggere da sempre, da quando gli unici libri che avevo erano quelli del Battello a Vapore fino ad ora, tra fiction, saggi, graphic novel.

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