"Nel paese delle ultime cose" di Paul Auster. Recensione

Buongiorno amanti della lettura!!!

Lo so, lo so: ieri non ho fatto la recensione quotidiana, ma ho le mie buone ragioni. Innanzitutto, alla mattina sono andata al cinema (sì, come i pensionati, ma il biglietto costava 3€) a vedere “Judy”, il biopic su Judy Garland che è valso il secondo Oscar a Renee Zellweger (secondo me meritato, per altri no perchè dicono che il sia botox ad aver recitato per lei. Ok, ma no). Nel pomeriggio ho virtualmente discusso sulla notte degli Oscar che hanno fatto la storia. E poi è arrivata sera e ho ritenuto che fosse abbastanza inutile fare una recensione, per cui – tra l’altro – non avevo la giusta concentrazione. Quindi, recuperiamo oggi con un peso massimo della letteratura americana contemporanea.

L’autore è il grandissimo Paul Auster e oggi vi parlo di uno dei pochi titoli che ho letto finora: “Nel paese delle ultime cose”, edito da Einaudi nella collana “Einaudi tascabili”, al prezzo di 10,50€

Con questo romanzo Auster si allontana dal suo luogo preferito, ovvero New York e ambienta la storia in un paese lontano e non ben definito. La storia è narrata in forma epistolare da Anna Blume che racconta ad un amica la sua attuale situazione in un paese sull’orlo del disfacimento, in cui qualsiasi cosa è a rischio estinzione. Anna si trova in questo Paese senza nome per ritrovare il fratello scomparso che dopo esservi giunto non ha dato più notizie di sé. Le ricerche si dimostrano infruttuose, ma per sopravvivere Anna si adatta rapidamente, dandosi alla ricerca di oggetti abbandonati da rivendere: è un’attività dura, ma non ci sono molte alternative.

Un giorno Anna salva la vita ad Isabel, una donna più anziana e malata, che per sdebitarsi le offre un posto in casa sua. La convivenza ha i suoi lati negativi: la differenza d’età, le idiosincrasie tipiche dell’età avanzata. Ma i problemi maggiori sono costituiti dalla presenza di Ferdinand, il compagno di Isabel, che un giorno cerca di violentarla e per difendersi, lei reagisce e ne causa la morte. In seguito, Isabel peggiora e muore lasciando ad Anna diversi beni e la casa. Questa però viene occupata ed Anna è costretta a scappare.

Tuttavia, non perde la speranza: raccoglie tutte le sue forze e continua le ricerche del fratello William che la portano a trovare il contatto che questi aveva nella città, un certo Samuel Farr. Se pensate che le sfortune di Anna finiscano qui, vi sbagliate di grosso: questo è solo l’inizio delle (dis)avventure che capitano alla protagonista e che si moltiplicano in quantità ed intensità lungo il corso del romanzo. “Nel paese delle ultime cose”

L’atmosfera di “Nel paese delle ultime cose” ricorda un po’ quella de “La Strada” di McCarthy: meno apocalittica, ma la miseria in cui sono immersi gli uomini sembra essere molto simile.
L’abilità (e la genialità) di Auster nel dipingere questo mondo è notevole: lo scrittore di Newark inventa un mondo alla fine del mondo, un antro buio da cui scappare sembra impossibile, o forse semplicemente non se ne ha la forza o la voglia. Nelle intenzioni di Auster Nel paese delle ultime cose” è il romanzo del ventesimo secolo, in cui i capitolo sono le tappe di un viaggio infernale con i suoi moderni dannati.

Queste sono le ultime cose. Una casa un giorno è lì e il giorno dopo è sparita. Una strada lungo la quale solo ieri camminavi, oggi non esiste più. Persino il tempo è in un flusso costante. […] Quando vivi in città impari a non dare nulla per scontato. Chiudi gli occhi per un attimo, ti giri a guardare qualcos’altro e la cosa che era dinnanzi a te è sparita all’improvviso. Niente dura, vedi, neppure i pensieri dentro di te. E non devi sprecare tempo a cercarli. Quando una cosa sparisce, finisce.

“Nel paese delle ultime cose” di Paul Auster è un libro che racconta e dice tanto del genere umano e che utilizza un’enorme originalità nel farlo. Scritto bene, un’ottima trama e uno svolgimento interessante e credibile. L’unico difetto che posso trovare a questo romanzo – altrimenti perfetto – è la lunghezza. Infatti, 170 pagine per uno come Paul Auster frenano parecchio le sue capacità (pensiamo a “4321”): ciononostante capisco che “Nel paese delle ultime cose” si tratta di una lettera scritta da una persona che non ha tempo né volontà di perdersi in arzigogoli letterari. Auster riescein ogni caso a mantenere uno stile ricco e preciso nella scelta delle parole.

“Nel paese delle ultime cose” mi è piaciuto molto, soprattutto per il fatto che prima di esso ho letto “Trilogia di New York” sempre di Auster (e uscito prima del romanzo recensito oggi) e mi ha deluso profondamente. Ogni cosa di “Nel paese delle ultime cose”: la commistione fra vari generi letterari, l’analisi della psicologia umana, lo stile. Quindi, ovviamente lo consiglio fortemente ma con un avvertimento: Auster non è un autore facile. Perciò dovete essere pronti ad affrontarlo: recuperate altri suoi titoli per farvi un’idea del suo stile e poi buttatevi su “Nel paese delle ultime cose”.

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto di “Nel paese delle ultime cose”

Pubblicato da BecomingaReader

Adoro leggere da sempre, da quando gli unici libri che avevo erano quelli del Battello a Vapore fino ad ora, tra fiction, saggi, graphic novel.

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