"Lettere appassionate" di Frida Kahlo. Recensione.

Buongiorno amanti della lettura!!!

Siamo già a giovedì e a metà del mese! Cioè Gennaio non passava più, mentre ora il tempo sembra volare! Ma che è?! No, vi prego rallentate. Il 2020 è iniziato in modo simil-decente e vorrei poter vivere i prossimi mesi in tranquillità. Anche se tecnicamente io ho preso una storta andando dal medico e ora ho una botta proprio sul malleolo 😅 Dettagli.

Non perdiamoci in chiacchiere. Oggi vi parlo di un titolo che dovevo avere per forza.

Sto parlando di “Lettere appassionate” di Frida Kahlo a cura di Martha Zamora, edito da Abscondita nella collana “Carte d’artisti” al prezzo di 21€. Lo so: un prezzo un po’ alto, ma dovuto all’alta qualità del libro e al fatto che ci sono delle fotografie a sostengo delle lettere. Quindi più che giustificato: ma su Amazon lo trovate a 17€ e se siete fortunati come me, lo potete trovare al Libraccio al 50%.

Come potete ben intuire dal titolo, si tratta di una raccolta di lettere della grandissima pittrice messicana a varie persone: ma non è una semplice raccolta del suo epistolario.

In queste lettere giunte fino a noi, Frida racconta la sua vita, la sua arte, le sue tragedie (la poliomelite contratta da piccola e l’incidente stradale a 18 anni che la rese invalida, costringendola a continue operazioni), i suoi sogni e i suoi amori: la sua passione per Alejandro, il lacerante rapporto con l’artista Diego Rivera, la sua adesione al comunismo. Tutto nel modo in cui ha sempre vissuto: APPASSIONATAMENTE. Solo attraverso i suoi scritti ci è possibile entrare nella vita di questa donna straordinaria, respirare insieme a lei, cogliere ogni sfumatura della sua personalità eccentrica. Non c’è sensibilità migliore per descrivere un essere umano che usando le sue stesse parole: “Lettere appassionate” è una raccolta intima e confidenziale per conoscere  il carattere caparbio e la forza di una donna a cui la vita ha riservato un destino non di certo in salita, ma che Frida ha affrontato intingendo il pennello nella tavolozza della sua voglia di vivere.

Chi – come la sottoscritta – ama alla follia la pittrice, avrà sicuramente letto e visto film o documentari su di lei e sa perfino quale autoritratto ha regalato a Lev Trotsky (uno dei amanti). Ma “Lettere appassionate” è sicuramente la chicca che tutti gli estimatori della pittrice devono avere: questo epistolario mostra una Frida Kahlo che non emerge dai suoi splendidi quadri. Una Frida innamorata ed entusiasta della vita; una Frida sprezzante delle regole durante la scuola Preparatoria; una Frida senza limita quando corteggia Diego Rivera; una Frida impaurita quando subisce il primo dei suoi aborti. Ma le sue lettere restituiscono il Messico in cui vive e la ‘Gringolandia’ che vide viaggiando e soffrendo: tutto il fermento culturale attorno, il suo profondo amore per Diego, di cui accettò la natura in toto e che la cambiò e la rese donna, ma soprattutto ‘persona’. Non giudicò mai niente e nessuno e non frappose muri in base a stupidi pregiudizi.

Queste lettere restituiscono una figura che noi contemporanei abbiamo idealizzato, ma che in realtà è uguale a noi (eccetto per l’incommensurabile talento) quando si innamora e quando soffre.

Qui di seguito vi riporto alcune delle frasi più belle tratte dalle lettere:

“Come i cactus della sua terra cresce forte e meraviglioso, nella sabbia o sulla roccia; fiorisce con il rosso più vivo, il bianco più trasparente e il giallo più solare; ricoperto di spine protegge la tenerezza che ha dentro; vive grazie alla sua linfa forte in un ambiente feroce; illumina , solitario come il sole vendicatore del grigio della pietra; le sue radici superano l’angustia della solitudine, della tristezza e di tutte le debolezze che piegano le altre creature. Si erge con forza stupefacente e fiorisce e dà frutti come nessun’altra pianta.” [Frida parlando di Diego Rivera]

“La tristezza è ritratta in tutti i miei lavori ma è la mia condizione e non c’è rimedio.” [Frida]

“Vivo d’aria, accetto le cose come vengono senza fare il minimo sforzo per cambiarle, e per tutto il giorno mi sento intorpidita, stanca, disperata. Cosa posso fare?” [Frida]

“Solo la testa continua a funzionarmi male, ma non c’è rimedio perché sono nata e pazzoide morirò, però tu mi vuoi bene, nonostante tutto, vero?” [Frida]

“Poco tempo fa, forse solo qualche giorno fa, ero una ragazza che camminava in un mondo di colori, di forme chiare e tangibili. Ora vivo in un pianeta di dolore, trasparente come il ghiaccio. E’ come se avessi imparato tutto in una volta, in pochi secondi. Sono diventata vecchia in pochi istanti e ora tutto è insipido e piatto. So che dietro non c’è niente, se ci fosse qualcosa lo vedrei.” [Frida]

Frida è stata una tosta e la sua forza straripa da ogni parola di queste lettere; ha conosciuto il dolore nelle sue più svariate formde e ha saputo resistere. Frida è una combattente e tutta la sua vita è stata una Resistenza. Non posso fare a meno di apprezzare una personalità del genere, capace di combattere come di amare e di scrivere e di dipingere. Frida ha trovato la forza di resistere attraverso la sua arte meravigliosa, ma anche attraverso quello che è stato il suo grande amore. E continua a piacermi da morire e sarà per sempre così.

Vi lascio con una delle lettere più belle scritta da Frida a Diego:

“La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle. Dove sei? Dove sei? Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mia mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità. La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza. La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d’amore.”

Come potete ben capire, “Lettere appassionate” mi è piaciuto da morire: non potevo resistere a una raccolta di lettere di una donna che non è solo una delle mie pittrici preferite, ma un punto di riferimento in tutto (dopo la mia mamma, ovviamente).

Non mi resta che consigliarvelo APPASSIONATAMENTE e di recuperarlo in qualsiasi modo (ovviamente legale).

Spero che questa recensione vi sia piaciuta e vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Pubblicato da BecomingaReader

Adoro leggere da sempre, da quando gli unici libri che avevo erano quelli del Battello a Vapore fino ad ora, tra fiction, saggi, graphic novel.

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