“Amabili resti” di Alice Sebold. Recensione

Buongiorno amanti della lettura!!!

E buon venerdì!!!

L’ho già detto che questa settimana è passata molto velocemente? Lo ribadisco. Forse mi sembra che sia passata come un battito di ciglia perché, ahimè, ho letto veramente poco in questi 7 giorni. L’unica lettura che portato a termine (e con fatica) è “Blankets”, graphic novel scritto e disegnato da Craig Thompson. Dopo aver messo da parte i TRE (sottolineo tre) titoli che avevo preso in prestito dalla biblioteca, mi sono buttata su quelli che ho acquistato nei mesi scorsi e almeno loro mi stanno dande delle gioie. Ora aspetto altri due libri – sempre dalla biblioteca – di cui ho sentito solo parlare bene. Speriamo in bene 🤞

Ma veniamo alla recensione di oggi.

Ho deciso di parlarvi di un libro molto forte che vi consiglio solo se avete uno stomaco forte e autocontrollo. Mi riferisco ad “Amabili resti” scritto da Alice Sebold, edito da Edizioni e/o al prezzo di 9,90.

Questo titolo è ormai noto a tutti – anche grazie al film di Peter Jackson, che ha catturato perfettamente il limbo in cui si trova la protagonista. Susie, 14 anni, è stata uccisa da un uomo che abita a due passi da casa: sembra un uomo qualunque, ma in verità è un serial killer. Quest’uomo ha abilmente adescato Susie e dopo averla stuprata, la fa a pezzi e nasconde i resti del cadavere in cantina. L’aspetto più forte e che scuote i sentimenti è il racconto affidato alla voce di Susie, che segue la vita della sua famiglia e di chi l’ha conosciuta da un cielo separato dalla Terra. Ma Susie non è semplicemente un angelo custode: infatti, si trova in un limbo che potrà lasciare solo quando sarà sicura che la sua famiglia possa vivere in pace e tranquillità. Per questo motivo, Susie vuole raccontare al lettore chi sia il suo assassino, come procedono le indagini e come si concluderà l’intera vicenda: è questo espediente narrativo che a mio parere aumenta la partecipazione emotiva di chi sta leggendo. Insieme a lei, il lettore vuole sostenere suo padre che capisce chi è il vero assassino e cerca di far venire a galla la verità.

“Amabili resti” è un romanzo che commuove senza mai indulgere a sentimentalismi perché Alice Sebold sa bene come gestire le parole e i momenti, oltre a sapere in prima persona cosa si prova ad essere stuprate in quanto lei stessa ne è stata vittima (e di cui ha scritto in “Lucky” e di cui vi parlerò più avanti). Con forza e delicatezza al tempo stesso, Alice Sebold riporta al lettore le vite dei famigliari e degli amici di Susie, spezzate dalla sua tragica scomparsa.

“Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973. Negli anni Settanta, le fotografie delle ragazzine scomparse pubblicate sui giornali mi somigliavano quasi tutte: razza bianca, capelli castano topo. Questo era prima che le foto di bambini e adolescenti di ogni razza, maschi e femmine, apparissero stampate sui cartoni del latte o infilate nelle cassette della posta. Era quando ancora la gente non pensava che cose simili potessero accadere”

Questo è l’incipit del romanzo che non lesina e non cerca di addolcire ciò che si andrà a leggere: ed è questo il pregio di “Amabili resti”. Alice Sebold non vuole raccontare semplicemente un crimine, ma riportare anche ciò che succede a chi conosce la vittima: perché i tg e i quotidiani non riportano mai le conseguenze di un crimine sulla famiglia della vittima, ma fanno molto spesso sciacallaggio mediatico. L’ abilità della scrittrice sta, oltre nel riuscire a tenere il lettore incollato alle pagine, soprattutto nel trattare temi pesanti e molto delicati con estrema semplicità. Si è di fronte a due tipologie differenti di vittime: da un lato chi se ne va e dall’altro chi resta che Alice Sebold ha restituito con estrema delicatezza pur narrando una vicenda molto cruda e triste.
Personalmente ho apprezzato la visione che “Amabili resti” dà del rapporto che intercorre tra i morti e i vivi: Susie non abbandonerà mai le persone che l’hanno amata, protetta e rispettata in vita.
Perché Susie è lo spirito e l’anima di tutti coloro che tutti noi abbiamo perso in questa vita e continuerà ad aleggiare intorno a noi, per sempre.

Ho amato “Amabili resti” fin dalla prima pagina: l’ho trovato scorrevole ma allo stesso tempo costruito su grandi tematiche come la famiglia, la morte, il dolore, la perdita. Mi ha fatto riflettere sul’ importanza della famiglia e dei vari ruoli al suo interno e che molte diamo per scontati (io stessa in primis).


“Amabili resti” è un libro particolare come pochi che lascia una traccia nel cuore che non mi resta da consigliarvi, ripetendo l’avvertimento che ho fatto all’inizio: non pensate di legge un giallo alla Agatha Christie o un thriller qualsiasi. Preparatevi psicologicamente e fisicamente perché vi lascerà un peso sull’anima. E se sopravvivrete al libro, vi consiglio anche l’omonimo film diretto da Peter Jackson (e che trovate su Netflix) e con una formidabile (e giovanissima) Saorsie Ronan.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto di “Amabili resti”

Pubblicato da BecomingaReader

Adoro leggere da sempre, da quando gli unici libri che avevo erano quelli del Battello a Vapore fino ad ora, tra fiction, saggi, graphic novel.

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