“Soul Guide” e “Reverie” di Golo Zhao. Recensione.

Buongiorno amanti della lettura!

Oggi vi porto un’altra doppia recensione (il Grinch che in me ha il cuore aumentato di tre taglie solo per voi): vi parlerò di due graphic novel di un autore asiatico, per la precisione cinese, Golo Zhao. Se a 35 anni è riuscito a creare delle storie così emozionanti sia dal punto di vista della trama che dei disegni, quando ne avrà il doppio sarà un vero e proprio Maestro, con la “m” maiuscola.

I due titoli che vi propongo sono “Soul Guide” e “Reverie”: questi sono solo alcuni dei titoli della collana dedicata alla Cina che Bao Publishing ha deciso di pubblicare in Italia.

Non li ho letti contemporaneamente, ma è come se l’avessi fatto.

Come scrivevo all’inizio, Golo Zhao è in grado di creare storie così immaginifiche e sognanti che sembrano unite fra di loro. E ritengo, a mio modesto parere, che la capacità di creare mondi surreali e magici con una forza e un’intensità tale che ti senti risucchiato nella storia stessa, sia una caratteristica asiatica. Penso solo ai film del Ghibli Studio: non a caso il mio film preferito in assoluto è “Il castello errante di Howl” (tanto che mi sono tatuata uno dei suoi personaggi sul corpo). Ma sto perdendo il filo del discorso.

tenor.gif

Partiamo da “Soul Guide” (prezzo di copertina 19 €). Zhao tratta uno dei temi considerati più tabù: la morte. Lo fa con una delicatezza che pochi possono avere e lo fa sia attraverso i testi, ma soprattutto attraverso i disegni. Il tratto leggero e i colori pastello aiutano a rendere leggero l’argomento trattato, oltre che a non appesantire la vista. In particolare, mi è piaciuta molto l’idea che chi muore non ci lascia mai davvero, ma in qualche modo rimane con noi, e può farlo in diversi modi e sotto diverse forme. Le lacrime che INEVITABILMENTE sgorgheranno (se non piangerete, avete il cuore di ghiaccio), saranno dovute all’insieme di emozioni che Golo Zhao è stato in grado di scaturire: non vi è solo il senso della perdita e della fine, ma soprattutto dell’amore incondizionato che le persone – anche quelle di cui non ci accorgiamo perché troppo presi dalle nostre vite – sono in grado di dare.

Mi sembra scontato aggiungere che vi consiglio caldamente questo graphic novel, sia per approcciarvi ad un formato nuovo sia per conoscere una cultura lontana – geograficamente – da noi.

giphy.gif

Veniamo al secondo e ultimo titolo della recensione di oggi: “Reverie” (prezzo di copertina di 19 €), sempre – appunto – di Golo Zhao.

Questa storia è ancora più surreale di quella precedente: in tutti i sensi. Penso che se dovessi provare dell’LSD, vedrei le stesse cose con gli stessi colori usati dall’autore. Con questo intendo dire che la capacità visionaria di Zhao ha creato una storia che io non ho trovato in nessun romanzo o graphic novel che abbia letto in precedenza. Nonostante il surrealismo della storia, Zhao è riuscito a collegarla con la realtà e la vita del protagonista, con il quale non si può non empatizzare. E proprio questo mix tra realtà e surrealismo rende il tutto interessante. Il protagonista è un giovane scrittore alla ricerca del proprio stile, ma anche alla scoperta della propria identità. Per questo arriva in Europa, in particolare in Francia a Parigi, la città degli artisti romantici e poetici per eccellenza. Sullo sfondo della città si snoda la storia e l’avvenuta di Z-Jun, il nostro protagonista, che si intreccia con altre tra cui quella dell’Ispettore Nicolas (di fantasia), alla ragazza che viene da Marte e ad un incontro da due grandi artisti in due campi diversi, come la pittura e la musica. Uno dei due è Debussy che ha composto un’opera che si chiama proprio “Reverie” e che vi consiglio di ascoltare durante la lettura. Renderà l’esperienza ancora più immersiva. Anche questo, come il precedente, consigliatissimo con ogni fibra della mia persona.

maxresdefault.jpg

Amanti dei libri, vi lascio liberi dopo questa interminabile recensione, ma ci tenevo a farvi conoscere un autore di una cultura diversa da quella occidentale.

Sperando che questa recensione vi sia piaciuta, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

 

Estratto “Reverie”

Estratto “Soul Guide”

Last day I didn’t give you a review…

Buongiorno amanti dei libri!

Usando le parole di George Michael – parafrasate – e come promesso nell’articolo di ieri, oggi vi porto una bella sorpresa.

Rullo di tamburi…

GIOITE AMANTI DEI LIBRI!

Oggi vi porto la recensione non di uno, non di due, ma di ben 3 libri. La scelta scaturisce dal fatto che i tre titoli che vi propongo oggi (come quelli di mercoledì) riguardano tre tematiche legate al mondo LGBT. Non perdiamoci in chiacchiere perché questo articolo sarà parecchio lungo.

Cominciamo dal primo titolo

Il primo romanzo di cui vi parlo oggi è “Non ci sono solo le arance” di Jeannette Winterson: ho messo l’edizione più recente perché questa illustrazione è più esemplificativa della trama. Questa edizione della Mondadori nella collana Oscar ha un prezzo di copertina di 13€. Il libro è stato pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999, 14 anni dopo la sua uscita in lingua inglese. Già per me questo è un segno di come la società italiana, ancora a fine anni 90, fosse ancora molto restia ad accettare romanzi LGBT. Il romanzo, autobiografico, ruota attorno alla vita della stessa Jeanette che venne adottata dalla signora Winterson, fervente praticante del culto Pentecostale. Il libro ripercorre gli anni dell’adolescenza della Winterson e della scoperta della sua omosessualità, che non accettata di buon grado dalla madre. Come riportato in interviste ed un memoir della Winterson, molte storie all’interno del libro sono riprese fedelmente dalla sua vita. Ed è questo uno dei motivi per cui “Non ci sono solo le arance” (che è una frase che le ripeteva sempre la madre) mi è piaciuto un sacco. Un altro motivo per cui questo libro mi è entrato nel cuore è la persona di Jeanette Winterson: sono certa che saremmo andate d’accordo. Ma soprattutto, la Winterson riesce a trasmettere al lettore il quadro di vita in cui è stata costretta a crescere: imparare la Bibbia a memoria, i pregiudizi della gente sull’omosessualità e così via. Ne emerge una situazione in cui non ci si può non schierare con la Winterson: non lesina critiche alla religione e al bigottismo che può raggiungere un culto religioso. D’altro canto, la Winterson non è pudica nel raccontare le sue prime cotte ed esperienze anche sessuali. Quindi consiglio tantissimo questo romanzo, ma solo a chi ha uno stomaco forte e nervi d’acciaio.

Veniamo ora al secondo titolo

Sto parlando di “Orlando” scritto da Virginia Woolf. L’edizione che io vi riporto è quella della Universale Economica Feltrinelli con un prezzo di copertina di 10€, ma ne esistono svariate, ognuna con la sua particolarità. Nel caso dell’edizione Feltrinelli, abbiamo una prefazione a cura di Tilda Swinton che ha interpretato il personaggio di Orlando nell’omonimo film di Sally Potter del 1992. Come per altri romanzi precedenti, Virginia Woolf crea un esperimento letterario ambizioso che, secondo il mio modesto parere, è sicuramente ben riuscito. Si tratta di una biografia diversa dal solito, in quanto seguiamo le vicende di un personaggio lungo l’arco di 4 secoli molto diversi tra di loro: si va dall’Inghilterra elisabettiana fino al secolo precedente, attraverso una serie di avventure e disavventure. L’aspetto cui è maggiormente conosciuto il romanzo è il cambio di sesso sperimentato da Orlando che da uomo diverrà donna: secondo me è proprio da questo momento in poi che la penna della Woolf è riuscita ad esprimere al meglio il sommovimento delle emozioni e la psicologia dei personaggi, oltre alla descrizione di luoghi e vicende. Non di meno, la Woolf non lesina su un altro aspetto, ovvero i rapporti tra i generi nel corso dei secoli da lei presi in considerazione. Quindi, “Orlando” non è solo un libro cult per la comunità LGBT, ma anche per quella femminista. Ma il romanzo è anche – usando le parole del figlio di Vita Sackville-West a cui è dedicato il romanzo e che fu amante di Virginia – la più lunga lettera d’amore della storia. Quando si parla della Woolf io sono un po’ di parte in quanto è tra le mie scrittrici preferite e la sua vita mi ha sempre affascinato: ma quando vi esorto a leggere “Orlando” sono oggettiva. Questo titolo è imprescindibile nella libreria di qualsiasi lettore: certamente lo stile della Woolf non è tra i più facili, ma ci sono tanti altri titoli da cui cominciare per apprezzarlo, tra cui “gita al faro”.

Tranquilli, ci stiamo avviando verso la conclusione di questa maxi recensione.

Il terzo ed ultimo titolo che vi propongo riguarda un tema che sia nei libri che in altri formati non è molto trattato, ovvero l’intersessualità. “Golden Boy” di Abigail Tarttelin (edito da Mondadori nella collana Strade blu con un prezzo di copertina di 16€). Si potrebbe collocare questo libro negli young adult, sia per l’età del protagonista che è appunto un adolescente prossimo all’età adulta. Max Walker è il tipico ragazzo bello, intelligente e amato da tutti: ma ha un segreto che custodisce con la sua famiglia. Alla nascita presentava sia genitali maschili e femminili: questa condizione è definita per l’appuntamento intersessualità ed è ancora poco considerata sia dalla scienza, sia da altri ambiti tra cui appunto quello letterario. Non vi dico nulla di più sulla trama perché è un libro tutto da leggere (ovviamente) e da scoprire. Questo libro è nella top ten dei libri preferiti del 2019 per diversi motivi, di cui il primo è lo stile della Tartellin che con maestria è riuscita ad integrare vari punti di vista e a rendere le modalità di espressione di ciascun personaggio: si va dall’adolescente, al bambino (il fratellino di Max), agli adulti (i genitori di Max e altre figure), agli amici, e così via. Tutto ciò si unisce a una lettura che scorre e anzi fa rimanere incollati alle pagine: io l’ho divorato in meno di una settimana (tenendo conto che nello stesso momento stavo leggendo il terzo capitolo della saga di Harry Potter). “Golden Boy” è entrato nel mio cuore anche perché è impossibile non sostenere il protagonista della storia a cui sono state precluse alcune scelte molto importanti. Non aggiungo nulla di più perché ci tengo che scopriate questo magnifico libro.

Dopo questa immensa e maxi recensione, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Non ci sono solo le arance”

Estratto “Orlando”

Estratto “Golden Boy”

“Il principe e la sarta” di Jen Wang e “Cinzia” di Leo Ortolani. Doppia recensione.

Buongiorno amanti dei libri!

Oggi vi porto non uno, ma ben due graphic novel che mi sono piaciuti moltissimo e che sono a tematica LGBT, a me molto cara in quanto femminista intersezionale. Voi vi starete chiedendo di cosa stia parlando: con femminismo intersezionale mi riferisco alla quarta ondata di questo movimento (non ideologia, come qualche donna si ostina a definirlo) che non comprende solo la battaglia per la parità tra i sessi, ma anche per tutte le altre minoranze, che siano esse di orientamento sessuale, religioso, ecc.

Veniamo ai due titoli. Il primo di cui vi parlo oggi è “Il principe e la sarta” scritto e disegnato da Jen Wang, edito da Bao publishing con un prezzo di copertina di 21€. È stato il mio approccio al cosiddetto crossdressing, ovvero la pratica di indossare indumenti del sesso opposto: sicuramente la forma grafica ha aiutato nella comprensione di questo fenomeno che molto spesso viene deriso e ridicolizzato. Non voglio fare la morale, ma chi vive il crossdressing lo fa per dei motivi validi e seri e prenderli in giro solo perché preferiscono indossare i vestiti del genere opposto al loro, è povero dentro e al posto del cuore ha una macchina che pompa una mela nera tossica e ha il cervello di una pigna in coma.

La storia narra di Sebastian, principe del Belgio, che è destinato ad un matrimonio combinato, ma ha un segreto: è un cross dresser di abiti femminili che si fa chiamare Lady Cristallia. Sulla sua strada incontrerà Frances, una sartina che mira a diventare una stilista: Frances creerà dei bellissimi abiti per Lady Cristallia e la sosterrà anche in alcuni momenti bui. Questo graphic novel fa ridere, commuovere e riflettere: ridere perché la Wang è riuscita a creare momenti di ilarità basati sulla doppia identità di Sebastian. Piangere perché in alcuni momenti – di cui non farò spoiler – fanno arrabbiare fino ad arrivare alle lacrime. Riflettere perché non si smetterà mai di conoscere la mente umana. Per quanto riguarda lo stile di disegno è a me congeniale, nel senso che è molto delicato e i colori – soprattutto degli abiti – sono molto piacevoli alla vista. Quindi non mi resta altro che consigliarvelo, ma soprattutto di regalarlo a CHIUNQUE. Magari anche a qualche bigotto che si riunisce davanti ai tribunali in gruppi di preghiera per un essere che sfrutta la religione solo per fini elettorali (ogni riferimento a persone reali è puramente casuale coff coff).

Il secondo titolo di cui vi parlo oggi è “Cinzia” scritto e disegnato dal mitico Leo Ortolani, edito da Bao publishing con un prezzo di copertina di 20€. Per chi conosce già Leo Ortolani, sa benissimo che è il papà di Ratman, in cui compare appunto la nostra protagonista, Cinzia. Per chi non dovesse conoscerla, Cinzia è una transessuale MtoF (ovvero sta effettuando una transizione da uomo a donna), che Leo ci ha fatto conoscere in Ratman e ha deciso di darle una vita – cartacea – propria. La sua storia parte dall’ennesimo colloquio di lavoro da cui verrà puntualmente scartata per la sua transessualità. In questo momento di sconforto, si innamora a prima vista di un ragazzo bellissimo e cercherà in tutti i modi di scoprire chi è e dove lavora. Una volta venuta a conoscenza del luogo di lavoro dell’amato, Cinzia si troverà di fronte a una serie di scelte molto radicali, di cui non farò spoiler. Il fumetto – a differenza del primo – è in bianco e nero: io preferisco il colore, ma questo aspetto non ha inficiato con la lettura del graphic novel, che è avanzata a tamburo battente. Come per il primo titolo, anche “Cinzia” mi ha fatto ridere, piangere e riflettere: Leo è riuscito sia graficamente che testualmente a consegnare un’opera che presenta la transessualità (di per sé un argomento tabù e difficile da trattare) in modo irriverente e ironico. No voglio farvi ulteriori spoiler perché la sua lettura è qualcosa di imprescindibile, secondo me. Certo, non è la favola della buonanotte da leggere a un infante, ma è sicuramente un volume che arricchisce chi lo legge. Almeno, nel mio caso è stato così.

Questo volume, ancor più del primo, dovrebbe essere in qualsiasi libreria (di casa o bibliotecaria), in particolar modo di tutte quelle persone che vedono nella omosessualità e nella transessualità una malattia o un peccato mortale che porterà all’inferno. A voi dico: leggetelo ed entrate in contatto con le realtà LGBT vicine a voi. Vedrete che la vostra vita e la loro non ne uscirà deviata, ma anzi più colorata che mai.

Dopo questa immensa doppia recensione, vi lascio liberi di sfogliare qualche tavola di questi magnifici graphic novel e consigliarvi con ogni fibra del mio corpo la loro lettura.

Sperando che questa doppia recensione vi sia piaciuta, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Il principe e la sarta”

Estratto “Cinzia”

“Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni” di Élise Thiébaut. Recensione

Oggi vi porto un titolo che a mio personalissimo parere può essere annoverato fra quelli femministi. Sto parlando di “Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni” di Élise Thiébaut edito da Einaudi nella collana Super ET Opera viva con un prezzo di copertina di 14€.

Questo libro è come il vaso di Pandora: quando viene aperto, si riversano nell’universo un miriade di cose, in questo caso di concetti legati alle mestruazioni e al tabù che la società vi ha creato attorno. È uno dei fenomeni del corpo femminile più naturale, ma tanti e – soprattutto – tante lo vedono come una cosa di cui vergognarsi e di cui non parlare in pubblico. In certe culture esistono persino credenze e leggende che perdurano ancora oggi e condizionano fortemente la vita delle donne. In un mix tra la vita della giornalista francese, che parte dal suo primo menarca per arrivare a quello della figlia e vari studi e ricerche svolte sul tema, il libro restituisce è allo stesso tempo divertente e ironico da un lato e provocatorio e ricco dall’altro. Ho scoperto diverse cose grazie a questo libro che sicuramente mi ha arricchito. Nel mio piccolo sto cercando di distruggere il tabù che circonda il ciclo: senza dubbio questo libro mi ha dato altri argomenti al mio arsenale per rispondere e combattere il tabù. Questo libro riesce a dare forma a quei pensieri riguardanti il ciclo che io stessa non sono mai riuscita a spiegare sia a me stessa che agli altri.

La sua brevità (192 pagine), insieme alla chiarezza del linguaggio e all’ironia con cui i temi vengono affrontati nonostante la loro serietà, fanno scorrere il libro come se fosse un niente: però queste 192 pagine pesano come le 763 de “Il secondo sesso” di Simone de Beauvoir e portano con sé un messaggio importantissimo: di non vergognarci (sia donne che uomini) delle mestruazioni. Esistono, creano disagi fisici e psicologici, ma non dobbiamo averne paura od orrore.

L’unica pecca che ho da avanzare è l’eccessivo peso del pensiero politico dell’autrice: secondo me su un argomento che riguarda tutte le donne senza differenze di pensiero politico, certe affermazioni contenute al suo interno credo siano un po’ troppo faziose.

Il mio consiglio è quindi (per le donne) corrette a prendere questo libro in qualsiasi supporto e divoratelo. Ve lo dovete: non nascondetevi dietro ai tabù che ci ha imposto la società o a scuse campate per aria (esempio: “È SOLO RETORICA“).

Il consiglio agli uomini è quello di comprendere che non siamo delle bestie assetate di sangue in quei giorni, ma siamo delle donne normali che attraversano un fenomeno altrettanto normale.

Sperando che questa recensione vi sia piaciuta, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Questo è il mio sangue. Manifesto contro il tabù delle mestruazioni”

“Bellezza” di Kerascoët e Hubert Boulard e “Come fermare il tempo” di Matt Haig

Come ho promesso ieri nella tarda serata, oggi vi porto una doppia recensione: un graphic novel e un romanzo. Il primo mi ha colpito molto nel profondo, ma non è entrato nella top ten dei libri preferiti del 2019. Il secondo non solo è in questa classifica, ma ha raggiunto il podio (svelerò la top ten il 31 dicembre).

Il primo titolo di cui andrò a parlarvi è “Bellezza” scritto da Hubert Boulard e illustrato dal duo Kerascoët. Una favola che ne richiama diverse: è la storia di Baccalà, una povera ragazza che la dea Bellezza non ha assistito. Il suo soprannome proviene dal lavoro che svolge: la pulizia appunto del baccalà. Viene presa di mira dalla gente del villaggio in cui vive non solo per l’olezzo che lascia dietro di sé, ma anche per l’aspetto esteriore, che non è proprio quello di una principessa. Durante una delle sue mansioni, si trova in un bosco e viene presa dallo sconforto: comincia a parlare con un rospo e nel commuoversi, le sue lacrime lo trasformano in una fata, Mab. Come segno di riconoscenza, Mab esaudirà un suo desiderio. Da qui si dipana il resto della storia (che non vi spoilero ulteriormente) che non lesina su certe tematiche, ma non le mostra nella loro scabrosità. Il bello della storia è che i personaggi non rimangono gli stessi dall’inizio alla fine, ma evolvono. Come ho detto precedentemente non farò ulteriori spoiler, ma mi vorrei soffermare su un altro aspetto che direi fondamentale per un graphic novel, ovvero le tavole. Il tratto dei Kerascoët è molto sottile, delicato e pulito e rimane tale anche nei momenti più crudi della storia. Non è certamente la favola della buonanotte per una bambina: lo consiglio vivamente però ad un’adolescente, che in questa fase esperisce il caos ormonale e mentale più grande della sua vita. Non aggiungo altro se non: LEGGETELO. Dimenticavo “Bellezza” è edito da Bao publishing con un prezzo di copertina di 21€.

Veniamo ora al romanzo che invece è entrato di prepotenza non solo nella top ten dei libri preferiti del 2019, ma addirittura sul podio. Sto parlando di “Come fermare il tempo” di Matt Haig, edito da Edizioni E/O con un prezzo di copertina di 18€. Non saprei nemmeno da dove cominciare per descrivere quanto questo libro mi sia entrato nella pelle, nel cuore, nel cervello e in qualsiasi altro organo del mio corpo. Molti non lo hanno amato perché pieno di frasi fatti o per la trama trita e ritrita.

Ma, ehi, it’s my own personal opinion.

“Come fermare il tempo” mi ha fatto commuovere, ridere e pensare. Commuovere perché Matt Haig è, secondo me, un maestro nel far immedesimare il lettore nella storia che ha scritto (e non capita solo con questo titolo, magari più avanti farò la recensione di altri due libri dello stesso autore). La storia è quella di Tom che ha una sindrome rara per cui invecchia molto lentamente. Lo conosciamo durante l’epoca elisabettiana, nella sua infanzia/adolescenza/maturità; si passa poi a Parigi nell’età del jazz, a New York negli anni ruggenti e infine ai giorni nostri. Questa secolare narrazione è gestita con vari salti temporali che scavano non solo negli avvenimenti del protagonista, ma anche nella sua psiche. Come scrive il grande Neil Gaiman sull’autore: “Matt Haig ha un’empatia per la condizione umana, le sue luci e le sue ombre, e usa tutti i colori della sua tavolozza per costruire le sue storie eccellenti“. Non potrei essere più d’accordo. Haig ha una capacità di scrivere una storia in cui ci si perde e ci si ritrova che ho trovato solo in pochi altri autori e autrici. Oltre alla lettura di questo e altri titoli di Matt Haig, vi consiglio di seguirlo sui social perché oltre ad essere uno scrittore magnifico, è una persona stupenda che ha trovato nella scrittura la salvezza. Quindi correte in negozio o in biblioteca e leggete tutto quello che trovate.

Anche perché ho appena scoperto che da “Come fermare il tempo” verrà tratto un film con Benedict Cumberbatch.

Vi lascio elaborare la cosa….

GIOITE PURE

Momento fan girl per gli attori britannici finito.

Fatta eccezione per quest’ultima parentesi rasente il trash, spero che questa doppia recensione vi sia piaciuta e vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Come fermare il tempo”

Purtroppo non c’è un estratto di “Bellezza”, ma se lo trovate in librerie vi stra consiglio di sfogliarne alcune tavole.

I wanna wish a merry Christmas…

No, non sto cantando la famosa canzone di Natale.

Chiedo scusa se oggi non ci sono state recensioni, ma è stata una giornata folle, conclusa nei migliore dei modi: apericena di Natale con le mie migliori amiche in cui ci siamo scambiate i regali di Natale che ci siamo fatte. Anziché farne uno per ognuna, abbiamo unito le forze (e i denari, ma questo è il meno) per fare a ciascuno un solo regalo ma – come dice la canzone del titolo – from the bottom of our heart. E il loro regalo per me non poteva essere più azzeccato.

Il libro in questione è “Scrittori. La vita e le opere” edito da Gribaudo: insieme ad esso ho ricevuto una tazza du Harry Potter e non una qualsiasi, ma quella dei doni della morte. A conclusione di tutto ciò, una gift card da 5€ che so già userò domani 😅

Quindi, grazie mille ragazze. Siete le migliori ❤️

Ps: don’t worry. Domani doppia recensione

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

“Miti del nord” di Neil Gaiman. Recensione

Altro giorno, altro libro da consigliarvi. In particolare, il titolo di cui vi parlerò è secondo me un perfetto regalo di Natale, sia per chi è già appassionato della mitologia norrena, sia per chi vi si approccia per la prima volta. Quest’ultimo caso è stata la mia situazione: avevo sentito nominare Odino, Thor e Loki con i film (a cui non mi sono mai approcciata perché sono il mio genere) e quindi sentivo l’esigenza di informarmi di più e in una maniera a me congeniale. “Miti del Nord” di Neil Gaiman (edito da Mondadori in due splendide versioni, una in nero al prezzo di 19€ e una in bianco al prezzo di 13€) è stata la scoperta dell’anno ed è entrato anch’esso nella top ten dei libri preferiti. Lo stile di Neil Gaiman è inconfondibile come sempre e fa scorrere la lettura in un mondo sorprendente: in modo anche irriverente fa conoscere un mondo e una cultura interessanti.

Un altro aspetto interessante è che Gaiman rispetta anche un altro elemento della mitologia norrena: il Ragnarok, ovvero la battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato. I racconti partono dalla genesi delle divinità del nord e si evolvono piano piano, o meglio Gaiman è stato bravissimo nel saper creare l’hype che porta con sé Ragnarok. Si sente che un momento di crisi si sta avvicinando e le divinità di stanno preparando per una battaglia che potrebbe cancellare il loro intero mondo.

Un altro elemento che mi è piaciuto molto è come Gaiman sia stato in grado di dipingere i personaggi per come sono realmente: non si sta solo dalla parte di Thor o solo dalla parte di Loki. Ognuno dei protagonisti (perché ogni divinità ha la sua storia) ha luci e ombre e questo non fa altro che apprezzare la storia ancor di più. Io stessa mi sono appassionata alle loro vicende e in generale alla mitologia norrena: e non l’avrei mai detto.

Scoperto grazie ad una book influencer molto legata al fantasy, ho deciso di leggerlo essendo completamente all’oscuro. E infatti, addentrandomi nella lettura, l’immagine che mi ero fatta prima di iniziare il libro – condizionata dai film – è cambiata: Thor, Loki e Odino non hanno più il viso dei rispettivi attori che li interpretano nei film. Nella mia mente si sono venute a creare nuove immagini e nuovi pensieri. E preferisco nettamente essere entrata in contatto con la mitologia norrena attraverso questo libro che con altri mezzi.

Anche se, dai, diciamocelo: il sorriso di Tom Hiddleston dà un certo non so che a Loki.

Dopo questo momento da fangirl, mi taccio cosicché possiate leggere un estratto di questo libro su Amazon: non ve ne pentirete 😉

Sperando che questa recensione vi sia piaciuta, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Miti del Nord”

“Parlarne tra amici” di Sally Rooney. Recensione

Oggi 13 dicembre, in alcune parti d’Italia è Santa Lucia, una giovane santa martire che porta doni ai bambini in sella a un asino. Ora vi chiederete: cosa hanno in comune una santa e la recensione che vi presento oggi. Ebbene, l’elemento è la giovane età sia della santa che dell’autrice di questo romanzo (28 anni appena) che è nella top ten dei libri preferiti del 2019. Anche le protagoniste del libro sono ragazze giovanissime (quasi mie coetanee) che vivono e studiano a Dublino (quanto le invidio). “Parlarne tra amici” (edito da Einaudi sia nella collana Supercoralli a 20€ sia in quella ET scrittori a 12€) segna l’esordio romanzesco della Rooney che ha scritto anche dei racconti brevi, poesie e saggi. “Parlarne tra amici” è un titolo molto divisivo e non ci sono grigi: o lo si ama o lo si odia. Molti l’hanno trovato pretenzioso e sopravvalutato: io sono del team opposto. A favore ha giocato il fatto che mi sento molto vicina alle protagoniste, sia per età che emozioni vissute. D’altronde è un romanzo scritto da una giovane ragazza su giovani ragazze: è più che normale che i lettori over 30 od over 40 non riescano ad immedesimarsi nei personaggi. Ma la scrittura – in prima persona – della Rooney è avvincente e in meno di 7 giorni ho finito questo capolavoro. Sì, capolavoro, perché scrivere a poco più di vent’anni un romanzo del genere non è per tutti. Sarà l’ambientazione irlandese e universitaria che mi ha fatto immergere nel libro, ma l’ho adorato.

Da queste premesse può sembrare l’ennesimo libro tratto da una fan fiction (brutta) di wattpad, ma non lo è. Qui si parla di prime relazioni che lasciano un segno nella vita delle persone e condizionano gli incontri futuri. Emerge con prepotenza come sia un romanzo di formazione e identità che per alcuni è una cosa già formata, per altri è ancora in corso d’opera. E questo spinge in particolare Frances a mettersi sempre in discussione: forse è questo l’aspetto che più mi ha fatto immedesimare in lei e mi ha fatto entrare il libro nel cuore. La Rooney ha creato dei personaggi realistici: non sono i belli e impossibili. Sì, esteriormente sono belli, ma questo non significa che non abbiano difetti o che non stiano vivendo dei momenti difficili. Ed è questo il bello di un libro: mostrare le difficoltà della vita dei giovani adulti nella nostra epoca, fatta di Facebook, Instagram, WhatsApp e Netflix. Ma le comunicazioni più importanti avvengono con un mezzo che sta a metà tra la vecchia e la nuova generazione di mass media: l’e-mail. Usando le parole della Rooney in un’intervista a *Il Libraio* : “Frances ha una personalità molto riservata: me la immagino più come una ragazza che controlla il feed di Twitter, ma che non twitterebbe mai”.

Quindi tra scambi di e-mail, serate di poesie declamate e vacanze in Francia, si dipana la storia di Frances, Bonnie, Nick e Melissa: le vite di questi personaggi si incroceranno in modo molto intersecato, ma che non scaturisce in un triangolo (in questo caso quadrato) scemo. E questo è un altro pregio della scrittura di Sally Rooney: non sminuire la complessità delle relazioni e degli intrighi che ne possono nascere. Il rischio che diventasse il nuovo “Love” era alto, ma la Rooney è stata abilissima nell’evitarlo.

In conclusione, ottimo romanzo che io consiglieri di regalare in accoppiata al secondo romanzo dell’autrice “Persone normali”: anche se non l’ho ancora letto, so già che saprà darmi emozioni forti come “Parlarne tra amici”.

Sperando che questa (sconclusionata) recensione vi sia piaciuta, vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Parlarne tra amici”

“Donne senza paura. 150 anni di lotte per l’emancipazione. Libertà, uguaglianza, sorellanza” di Marta Breen e Jenny Jordahl. Recensione

Altro giorno, altro libro, altra recensione!

Oggi vi porto un titolo che a suo tempo ho letto nel mese di marzo, più o meno in concomitanza con la festa della donna. Come già riportato per un altro libro (simile nella tematica), questi titoli non devono essere letti limitatamente al periodo in cui ricordiamo l’anniversario di una delle più importanti battaglie per le donne, ma devono essere letti TUTTO L’ANNO. E devono essere letti da TUTTI e TUTTE. Mi infervoro non poco quando leggo soprattutto di ragazze che non vogliono leggere questi titoli e vogliono rimanere nella loro bambagia ignorante. In quanto donne, siamo obbligate ogni giorno a ricordarci di altre donne che a loro volta hanno marciato, combattuto e – in certi casi – perso la vita per darci la possibilità ad esempio anche solo di lavorare. Quindi sì, spammerò titoli femministi e che raccontano di donne in ogni luogo e in ogni lago (come diceva una canzone di Valerio Scanu).

Veniamo ora al succo, ovvero al contenuto. “Donne senza paura. 150 anni di lotta per l’emancipazione. Libertà uguaglianza, sorellanza” è un graphic novel scritto e disegnato da Marta Breen e Jenny Jordahl, edito tra Tre60 con un prezzo di copertina di 14,90€. È il racconto a fumetti di un percorso tortuoso che ha portato le donne a non essere più degli oggetti, bensì delle persone, con diritti e doveri. Come dice il titolo stesso, ci si focalizza sugli ultimi 150 anni ma compare ad esempio anche la poetessa Saffo. Questo graphic novel è un piccolo ma grande (le dimensioni non sono quelle di un graphic novel normale) Manifesto dei sacrifici, delle lotte e dei valori di donne coraggiose che sono andate contro il pensiero comune e hanno infranto dei soffitti di cristallo. Inoltre, non è il solito manifesto di donne bianche e ricche: le due autrici hanno cercato (e ci sono riuscite) di raccontare le storie di donne provenienti da diversi Paesi e classi sociali, e talvolta anche con religioni diverse.

E a tutte queste donne dovremmo essere grate ogni giorno per quello che ci hanno permesso di ottenere. Non sto dicendo che ora vivremmo in un mondo alla “The handmaid’s tale” dove (spoiler) vengono tagliate le dita a chi vuole insegnare alle ragazze a leggere. Sto dicendo che dobbiamo stare in guardia h24, sette giorni su sette. E questo titolo (insieme ad altri) è sicuramente un reminder forte, sia per il genere femminile, ma anche per il genere maschile: se venisse fatta un’educazione (civica, emotiva e sessuale) il maschilismo che impregna non solo la società italiana, sarebbe un problema in meno a cui pensare.

Dopo questo pippone esistenziale, vi saluto sperando che questa recensione vi sia piaciuta e vi aspetto alla prossima.

Read, love, be a better reader 🌻

BecomingaReader

Estratto “Donne senza paura: 150 anni di lotte per l’emancipazione femminile come non sono mai stati raccontati. Libertà, uguaglianza, sorellanza.”